da: "l'eco di Milano e Provincia" (in edicola il mercoledì) N° 23 del 29/06/2004
Telefono Amico Milano Sud, un aiuto "via cavo".
Nuovo servizio di ascolto per i ragazzi
Era il 1987 quando una volenterosa Signora di nome Bruna si accorse che numerose persone chiedevano di passare un pò di tempo discutendo con loro.
Lasciare il numero di telefono di casa iniziò a non bastare. Ebbe così l'idea di fondare un'associazione disposta ad andare incontro "via cavo" ( del telefono) alle persone sole, disperate o semplicemente desiderose di parlare dei propri problemi. Capì l'importanza di dare ascolto a chi non riesce a trovare altro interlocutore.
Nacque così il Telefono Amico Milano Sud. Oggi l'Associazione é presieduta da Carolina Canè, una delle fondatrici, insegnante da quarantuno anni. La abbiamo incontrata e ci ha spiegato come funziona. Lo statuto dell'Associazione si uniforma a quello del Telefono Amico Nazionale, sebbene poi il TAMISUD mantenga una linea propria. "Siamo apolitici e apartitici - precisa la presidente - e ciò ci mette in condizione di accettare l'altro senza discriminazioni e inoltre siamo più comprensivi con chi chiama ripetutamente". Dalle spiegazioni emerge che quella dei circa quaranta volontari che operano nell'Associazione é un'attività molto delicata. Ascoltano senza dare consigli e provano a compiere il lavoro maieutico di far ritrovare a chi chiama la stima, la fiducia e l'energia che ha senza saperlo.
Spesso le chiamate sono una valvola che permette di sfogare la rabbia e la violenza accumulata nel silenzio. "Nei confronti di alcune persone che al telefono parlavano violentemente - ricorda - abbiamo avuto una funzione preventiva, oltre che curativa. I loro perversi propositi sono rimasti nelle parole. I volontari non sono né medici né psicologi, non curano la causa del dolore, ma lo stato d'animo".
I volontari sono abituati ad affrontare tutte le telefonate con la stessa serietà, cogliendo la sofferenza e il disagio di chi è dall'altra parte del filo. " Parlare con uno sconosciuto - riconosce la Signora Canè - implica la possibilità che questi racconti di sé cose false, ma noi partiamo dal presupposto che se lo fa ci stia una motivazione". Il volontario cerca di stabilire un contatto, senza però creare né dipendenza né eccessiva confidenza. Per questo l'anonimato sia di chi chiama e sia dei componenti dell'associazione é sacro, le telefonate non sono registrate e non sono rilevati i numeri telefonici di chi chiama. Solo se questi, spontaneamente, fornisce i propri dati e lo autorizza, i volontari in casi di estrema necessità possono intervenire. E' segreto anche l'indirizzo della Sede ed è impossibile avere incontri personali con i volontari. Al numero del TAMISUD arrivano da tutta Italia ventimila telefonate all'anno, da parte di persone tra i venti e cinquanta anni. Le linee sono attive tutti i giorni dell'anno, ferragosto e capodanno inclusi, dalle 9 alle 12 e dalle 20 alle 24 di sera. Inoltre nel progetto presentato al Comune è prevista l'anticipazione dell'orario della fascia serale alle 18. Per questo sarà necessario reperire e formare nuovi volontari. " Ma non inseriremo volontari solo per necessità". La presidente è perentoria nel chiarire che il percorso formativo per entrare nell'associazione è duro. Definisce i volontari che operano con lei "una razza a parte". Un colloquio, in cui si verificano le motivazioni di avvicinamento a questo tipo di volontariato, selezione i partecipanti al corso di preparazione (due mesi e mezzo, due volte alla settimana). Dopodiché avviene una seconda setacciatura. Gli ammessi dovranno avere sensibilità, motivazione, umiltà, voglia di aiutare e soprattutto dovranno essere disposti a mettersi in gioco. "Oggi siamo quaranta, fra i ventitre e i cinquanta anni - fa i conti la presidente - e nessuno è pagato, anzi ciascuno dà per statuto una quota mensile per sostenere le spese di telefono e di pubblicità". "E' importante - prosegue - che la gente ci conosca, perché noi siamo lì, anche se non ci chiama nessuno". I turni sono scelti dai volontari, ma poi sono ferrei e comportano spesso rinunce.
Tra le telefonate più complesse che arrivano vi sono quelle di persone disperate in procinto di suicidarsi. Il volontario deve, con la propria competenza e il desiderio di aiutare l'altro, convincere che la vita merita di essere vissuta. La presidente racconta di aver vissuto personalmente una simile esperienza qualche anno fa. Un ragazzo chiamò a pochi minuti prima di mezzanotte. Era disperato. Non poteva vivere la propria omosessualità serenamente perché sin dalla scuola media era stato respinto dai genitori, trattato in modo ambiguo da qualche insegnante e schernito dai compagni. L'indomani,giorno dell'esame di maturità, aveva deciso di farla finita, per non subire l'ennesima umiliazione.
"Mi lasciò come testamento - ricorda la presidente del TAMISUD - la preghiera di intervenire in qualsiasi circostanza avessi sentito una simile situazione e il giorno dopo seppi dal telegiornale la notizia". Nel ricordo di questa esperienza estrema e spinta anche da quella quotidiana di insegnante la signora Canè ha deciso di riservare agli adolescenti "un giorno e un orario" in cui poter parlare con volontari del Telefono Amico Milano Sud delle proprie gioie e angosce, paure e incertezze. Questo servizio é attivo da alcune settimane ogni venerdì dalle 16 alle 18.
Da insegnante ha percepito un disagio diffuso tra i ragazzi. Molti di loro hanno problemi di diverso tipo, che non riescono ad esternare, né a scuola né in famiglia. E se questi, crescendo restano irrisolti, possono rappresentare un peso insostenibile. " Il servizio, in fase sperimentale, é unico in Italia" precisa la presidente dell'associazione. "Fino ad ora il Comune di Rozzano, specialmente i dirigenti dell'area welfare, sono stati molto sensibili - riconosce la signora Canè - e altrettanto importante é stata l'iniziativa che ha portato il volontariato nelle scuole".
Forse ai tempi dei nostri nonni, conveniamo con la presidente,un'associazione simile non sarebbe servita, ma nella nostra società di "comunicazione virtuale" e in una città come Milano,"prototipo di metropoli che produce abitanti disturbati",è estremamente necessaria.
Il Telefono Amico Milano Sud risponde al numero 02 8240185 tutti i giorni dell'anno dalle 9 alle 12 e dalle 20 alle 24. I ragazzi e le ragazze possono chiamare tutti i venerdì dalle 16 alle 18.
Paolo Cappelleri